lunedì 15 settembre 2014

IL FUTURO DELLA BANCA


Antonino Galloni

IL FUTURO DELLA BANCA

Prezzo: 16.00 €



Nei propri bilanci, le banche segnano i depositi ed i conti correnti al passivo. Ciò non avrebbe alcun senso (come se il gestore di un garage iscrivesse al passivo le automobili parcheggiate!) se non fosse fondamentale per occultare il reale funzionamento delle banche stesse: solo mettendo al passivo i depositi nello stato patrimoniale si nasconde la voragine di attivo (determinato, nel tempo, da un impressionante margine operativo lordo tra gli impieghi con i loro interessi - da una parte - ed i soli costi di funzionamento con gli interessi sui depositi, dall'altra). Il margine operativo (impieghi + interessi attivi meno costi e interessi passivi) sarebbe superiore al 90% e, in assenza di sofferenze (crediti divenuti definitivamente inesigibili o che non rientrano come previsto durante l'esercizio), sottoponibile a tassazione. In condizioni normali, dunque, il gettito tributario complessivo raddoppierebbe e lo Stato andrebbe in pareggio con una pressione fiscale media attorno al 20% dei redditi o poco più; in caso di crisi, aumenterebbero le sofferenze (in realtà mancati arricchimenti, non perdite), i margini bancari si ridurrebbero e lo Stato dovrebbe fronteggiare la situazione andando in disavanzo fino al ripristino di una condizione di piena occupazione delle risorse: circostanza che dovrebbe suggerire il ritorno al pareggio del bilancio.

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